Centro commerciale di BisateDopo un lungo percorso procedurale, nel 2003 scorsa era stata rilasciata la concessione edilizia che avrebbe consentito di vedere l’inizio dei lavori di una grande struttura commerciale in località Bisate (Ex area Poscio). La struttura aveva, in progetto, dimensioni di circa mq. 17.000 di pavimenti e mq. 12.000 di copertura. Vi troveranno sede n. 1 grande distribuzione mista, n. 2 medie strutture distributive, n. 15 unità commerciali inferiori a 150 mt. ciascuna, nonché attività artigianali di servizio. La struttura si collocherà nell’ambito urbano attraverso un complesso di nuove opere di urbanizzazione, essenzialmente di viabilità e parcheggi, che modificheranno, sostanzialmente, l’attuale assetto e restituiranno la zona, una volta ultimate le opere, con un volto del tutto nuovo e diverso da quello attuale. Per minimizzare l’impatto che il cantiere dei lavori apporterà alla viabilità, era stata prescritta la ealizzazione di una rotatoria provvisoria all’incrocio di via Sempione e Via Garibaldi, tutt’ora attiva. Era infine previsto che, nell’ambito della struttura, venisse realizzata e ceduta, al Comune, una superficie coperta di circa 250 mq. che dovrà consentire l’allestimento di un mercato alimentare destinato ai prodotti locali. I lavori, dopo il breve avvio nell’estate del 2003, venivano, inopinatamente, sospesi quando la situazione finanziaria della Società, detentrice della quote della Società immobiliare Valdossola”, proprietaria dell’area e titolare dei titoli a realizzare l’opera, era precipitata nel dichiarato fallimento. Il Comune attivava, per parte sua, tutte le forme di garanzia previste nella stipulata Convenzione, in primis la messa in mora e procedeva all’escussione di una quota delle garanzie finanziarie prestate, per poter assolvere agli obblighi di finanziamento della pista ciclabile, tratta confine con Domodossola/Via Galletti. Fallita la Società controllante, per scongiurare anche il fallimento della collegata Valdossola Shopping center srl, era stato svolto, da parte del curatore, un tentativo di vendita delle quote della Valdossola shopping medesima, la cui situazione finanziaria era stata peraltro gravemente compromessa dal fallimento della Società. Il tentativo di vendita aveva avuto, alla fine, un positivo esito. Seguiva un negoziato tra il Comune e la nuova proprietà, per definire le condizioni alle quali essa si dichiarava disponibile al riavvio della attuazione del piano e, quale conseguenza ed effetto del negoziato, il Consiglio C/le approvava una variante urbanistica sull’area, finalizzata a restituire redditività all’intervento. In sintesi venivano previsti, accanto alla struttura originaria, due nuovi edifici destinati ad ospitare 3 medie distribuzioni commerciali non alimentari. Contestualmente il Comune otteneva il rilascio di un atto d’obbligo della Società, con il quale essa si impegnava nei confronti del Comune ad attuare opere di urbanizzazione aggiuntive e non previste nel primo piano esecutivo approvato e migliorava il sistema di garanzie finanziarie di cui il Comune avrebbe potuto disporre in caso di mancata attuazione del piano. I resoconti consiliari, davano ampiamente conto della vicenda. Avvenuta la approvazione della variante urbanistica, nel frattempo i lavori edilizi venivano ripresi. Nel mese di febbraio 2006 era stato presentato, da parte della Società, il nuovo progetto di piano esecutivo, conforme alla variante approvata. Esso dopo l’iter di pubblicazione , è stato portato all’esame del Consiglio che , nella seduta del 14/07/2006, lo ha approvato. Il piano aveva recepito ed attuato le indicazione contenute nella variante urbanistica e le ulteriori condizioni normative e migliorative che il Comune aveva ottenuto durante il negoziato. Era, successivamente, intervenuta la stipula notarile della nuova convenzione, cui è seguito il rilascio dei permessi a costruire e delle nuove autorizzazioni commerciali. I tempi di attuazione del piano variato erano stati fissati in ulteriori 24 mesi, ed una calendarizzazione precisa garantiva che, una parte delle nuove urbanizzazioni, venissero realizzate, già entro i primi sei mesi. A tal scopo, nel corso del mese di dicembre, erano stati depositati i progetti esecutivi relativi ad una prima serie delle urbanizzazioni previste. La Giunta Municipale aveva compiuto il loro esame, licenziandoli con prescrizioni. Risultavano così le procedure che consentivano la costruzione di quella prima serie di urbanizzazioni che prevedevano: Le rotatorie di via Sempione e via Garibaldi, la viabilità pedonale di via Garibaldi, parte di via Sempione, la fognatura di via Garibaldi/ Di Vittorio, la rete della nuova viabilità posta all’interno del piano esecutivo. La Giunta aveva ,altresì, in seduta di marzo 2007, concluso l’esame e licenziato, con prescrizioni, anche i progetti relativi al II lotto delle previste urbanizzazioni primarie , nonché quello relativo alla urbanizzazione secondaria in previsione di cessione al Comune stesso. Come noto trattasi quest’ultima, di una struttura coperta, di circa mq. 250, destinata ad ospitare mercati alimentari ambulanti, in primis i produttori di prodotti tipici locali. Essa è posta al piano terra dell’edificio in fregio a Via Sempione ed in posizione di evidenza.
Visione progettuale delle strutture edilizie e delle urbanizzazioni previste
Visione delle strutture edilizie e delle urbanizzazioni realizzate
Preglia : Il progetto del mercato alimentare dei produttori. Sono in corso una serie di incontri tra Comune e le rappresentanze dei produttori agricoli, per definire la concreta possibilità di avviare, nell'edificio comunale che fronteggia via Sempione, sito nell'ambito del centro commerciale di Preglia, una attività di vendita al minuto dei prodotti alimentari del territorio. In concreto vuole sperimentarsi l'apertura al pubblico di un centro di vendita caratterizzato da una filiera distributiva estremamente corta, con conseguenti vantaggi, sia per i produttori che per i consumatori. L'attuale fase di incontri è stata , essenzialmente, dedicata alla verifica del modello distributivo che può trovare collocazione nell'ambito della struttura che il Comune intende porre a disposizione. La fase di verifica si protrae oltre le previsioni, nel frattempo , sono stati definite , in via di massima, le risorse finanziarie che necessiterebbero per realizzare l'allestimento della struttura . Risorse che potranno trovare copertura con ricorso al bando regionale di finanziamento delle filiere corte alimentari e , pro/quota nell'ambito degli stessi obblighi convenzionalmente assunti dai proponenti del piano convenzionato. Vi è stata la partecipazione al bando regionale da parte del Comune che ha prodotto una istanza per una spesa di allestimento di circa €. 60.000,00. Se ne attende ora un positivo esito, mentre proseguono gli incontri concertativi con le parti interessate all'attuazione del progetto.
Visione progettuale dell'edificio destinato ad ospitare l'area mercatile comunale e dell'opera realizzata
Una veduta degli spazi interni
Grande distribuzione non alimentare di BisateDopo un lungo periodo di collaudo, di verifiche e di adeguamenti , le aree della urbanizzazione pubblica realizzate dall’attuatore dell ‘investimento commerciale, sono state consegnate al Comune che le ha prese in carico per la loro manutenzione e gestione.Esse sono costituite da circa ½ dell’intero parcheggio e dalle aree a verde pubblico poste sul fronte, sul retro e sul fianco sud dell’edifico.ALCUNE IMMAGINI DELL’AREA VERDE POSTA IN FREGIO ALLA PISTA CICLABILE
Show Room delle Pietre del VCO Laboratorio per le certificazioni dei prodotti lapidei. Il Comune si era fatto promotore, presso la Provincia del VCO, affinché, nell’ambito del progetto, finanziato da fondi comunitari, denominato: “integrato d’area”, e che dalla medesima doveva essere redatto, fosse inserita una iniziativa mirata a realizzare e successivamente gestire, una struttura di servizio finalizzata a promuovere le produzioni lapidee del VCO. In tale proposta si prospettava la possibilità che la struttura potesse venire ospitata in un’ala del piano terra della “Villa Renzi”. L’iniziativa, fatta poi propria della Provincia, si concretava con la redazione di un progetto denominato “Show Room delle pietre”, progetto che veniva successivamente finanziato dalla Provincia stessa e dai fondi Comunitari ed affidato al Comune per la sua gestione amministrativa. Il Comune aveva eseguito le procedure relative agli appalti della parte edilizia prima e successivamente, della parte relativa all’allestimento. L’Investimento è attualmente concluso con la realizzazione di uno spazio espositivo principale e di una sala di lavoro, fornite di strutture informatiche di livello, ad uso anche degli utenti futuri. Le operazioni di colludo della parte relativa all’allestimento, si sono protratte oltre i tempi che erano stati ipotizzati e ciò in quanto l’Ente ha dovuto provvedere a diverse forniture in sostituzione dell’appaltatore inadempiente e risolvere diverse problematiche che , sempre l’appaltatore, non aveva affrontato adeguatamente. Ora comunque i locali sono pronti ed allestiti e la Provincia sarà chiamata a dare una soluzione al problema della sua gestione. Nel frattempo, sempre per iniziativa della Provincia, è stata costituita la Società Consortile mista, cui anche questo Comune partecipa, Società che dovrà curare la gestione di laboratorio di certificazioni dei materiali, laboratorio ultimato e presso l’ufficio che ospitava il magazzino comunale e la associazione AIB, quest’ultima trasferita presso il cantiere ENEL di via Edison. La medesima Società Consortile potrà essere chiamata a curare la gestione della struttura promozionale ed espositiva dello “Show room” Le due iniziative sono sinergiche e complementari e rappresentano un concreto tentativo di sostenere una realtà produttiva locale oggi chiamata a fronteggiare una forte concorrenza esterna che rischia di ridurre drasticamente i margini di mercato ancora occupati dalle produzioni. I Costi finali, sostenuti ed in gran parte coperti da finanziamenti comunitari sono stati: A) Per la struttura edilizia. €.194.000 B ) Per l’allestimento: € .108.000 Una visione esterna del laboratorio di certificazione
Show Room delle Pietre del VCO Proposta di gestione in capo al laboratorio per le certificazioni dei prodotti lapidei. Il Consiglio comunale ha, recentemente approvato la delibera con la quale vengono definiti i contenuti delle attività che dovranno an dare ad svolgersi all'interno del realizzato show room delle pietre. E' stato quindi definito il profilo di quelle attività di promozione, di formazione, di informazione che il soggetto gestore dovrà sviluppare per rendere la struttura rispondente alle esigenze per le quali l'investimento è stato realizzato. Il principale e primo soggetto di riferimento per l'assunzione della struttura rimane, allo stato, la società consortile mista attuale conduttore del laboratorio lapideo. Sono in corso i contatti per pervenire alla conclusione dell'accordo. Si anticipa una visione degli interni della struttura
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