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GUIDA TURISTICA

Cenni Storici

CREVOLA (m.337) capoluogo del Comune. Per la sua ubicazione geografica, che la vede arroccata sullo sperone della Colmine, nella storia ha sempre avuto un posto di privilegio erigendosi allo snodo dell’imboccatura della Val Divedro (dove corre la strada del Sempione) e della Val Antigorio, controllando e dominando il passaggio delle uniche vie d’accesso.
Fu culla del ramo principale della nobile famiglia dei Silva (Gio Antonio de Rido della Silva, padre di Paolo I, anche se pretendeva discendere dalla illustre stirpe dei Signori di Clermont del Delfinato, apparteneva a una vecchia famiglia ossolana stabilitasi a Crevola almeno dalla metà del XIII sec.)
In frazione Selva sorgeva il castello di famiglia dove Paolo I della Silva, condottiero di Francesco I Re di Francia, eresse a propria residenza (citata in antichi testi per i contenuti artistici e affreschi attribuiti a Fermo Stella da Caravaggio) che alla sua morte subì barbare devastazioni, non avendo egli lasciato discendenza diretta. Dell’importante castello rimangono poche tracce originali salvo il portale gotico in marmo bianco e nero, un pozzo, qualche affresco tracce di un luogo di culto (visibili all’interno di un locale adibito a cantina)e stemmi di famiglia del resto molte parti dello stesso col tempo sono state adattate ad abitazioni civili, lo stesso municipio insiste in quella che una volta era la torre del castello.
Monumento d’arte è la chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo (matrice delle chiese della Val Divedro) che sorge isolata su uno sperone roccioso. La struttura a tre navate fu rifatta nel XVI sec. su una struttura preesistente consacrata nel 1331, per committenza della famiglia della Silva. I lavori di restauro dell’abside (conclusisi nel 2006) hanno permesso di attribuire con certezza che gli affreschi dell’abside sono da attribuirsi a Sperindio Cagnoli mentre per quelli della navata laterale destra rimane ancora un’ipotetica attribuzione al Bugnate e Fermo Stella da Caravaggio. Preziosissime le vetrate istoriate di scuola nordica con i ritratti del condottiero Paolo I della Silva e della consorte Andreina (sorella dei capitani Gaspare e Baldassare )da Baceno. La facciata realizzata con marmo di Crevola porta un elegante rosone, varie fasce e bassorilievi rinascimentali. L’attico secentesco reca scolpiti gli stemmi Silva – De Rodis- De Baceno e affianca il romanico campanile ad archetti pensili e a trifore ripetute.
Meritano la segnalazione tre ritrovamenti: l’altare preistorico detto “Sasso della Colombera” (in frazione Pinone), trattasi di un masso erratico coppellato; un’incisione antropomorfa su un blocchetto di laugera collocato al piede del campanile della chiesa parrocchiale di Crevola e l’iscrizione TINCO MOCCO incisa nella roccia presso il luogo dove sorgeva il ponte dell’Orco, sulla sponda destra del Diveria, salendo verso il Sempione, della quale già ne parlò P. Morigia nel 1600 e che il contemporaneo storico Don T. Bertamini ritiene di interpretare facente parte di un altare consacrato a una divinità celtica protettrice dei viaggi e dei commerci, a cui i viandanti si raccomandavano prima di affrontare l’arduo valico del Sempione. Creula o Crebula era detta al tempo dei romani periodo del quale residua ancora visibile un tratto di strada sull’orlo della forra del Diveria.
Considerato uno dei più caratteristici e storici paesi dell’Ossola Superiore, lega il suo nome alla battaglia avvenuta il 28 aprile del 1487 (al ponte dell’antica strada) tra le truppe del Duca di Milano contro i Vallesani guidati da Albino da Cyllenen, che procurò l’epica e tremenda disfatta di questi ultimi. A memoria di ciò, sul campo di battaglia sorse l’oratorio di S. Vitale, nei pressi della casa forte dell’antica e nobile famiglia Da Ponte. Quest’ultimo edificio costituisce unico esempio di scala medio-grande di architettura Trecentesca Ossolana realizzata su progetto unitario. Durante la battaglia del 1487 il palazzo venne danneggiato e il Bramante fu mandato da Milano a redigere una perizia sullo stato di fatto.







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