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GUIDA TURISTICA

Economia del Territorio

Economia del Territorio


IL PASSATO

L'economia insediatasi sul territorio dell'Ossola, di cui Crevoladossola è parte, segue, nel novecento, le vicende che le trasformazioni economiche, più in generale, hanno registrato. Un territorio di confine , retto da un' economia agricolo/montana, subisce perciò gli effetti diretti e collaterali dei mutamenti economici del secolo trascorso .

Più in particolare, il suo territorio si vede, al suo inizio, attraversato dalla nuova linea ferroviaria internazionale del Sempione che il traforo collega oltralpe; assiste, negli anni trenta, alla nascita dell' utilizzo dell'energia idroelettrica con la costruzione dei grandi impianti e l 'insediamento, locale, della centrale Portaluppi; vede nascere, concentrate intorno ai vicini centri più grandi, e favorita dal basso costo dell'energia, l' industria siderurgica e quella chimica. Insieme a tutto ciò si consolida un robusto assetto occupazionale , essenzialmente industriale. In quegli anni si registra una prima sensibile immigrazione proveniente dalle regioni del nord/est.

Gli anni cinquanta e poi ancora i primi anni sessanta, consolidano, ulteriormente, il quadro delineato dell'economia sul territorio. Attratto da questo quadro economico positivo, sempre in quegli anni , il fenomeno migratorio , di origine meridionale e calabrese in particolare, assume una dimensione molto rilevante sino a portare, in breve periodo, ad un incremento, anche locale, della popolazione residente che, pressochè, raddoppia. Nasce e si consolida il fenomeno del frontalierato con la vicina Svizzera.

Incomincia a svilupparsi alla fine degli anni sessanta e si confermerà , successivamente, la nuova economia, anche locale, legata alla coltivazione e lavorazione delle pietre ornamentali , mentre ancora rappresenta una forte componente occupazionale l'offerta di lavoro espressa dall ' ENEL. Sempre in sede locale si sviluppano medio piccole imprese , diversificate nelle loro attività , che si insediano nella zona pianeggiante verso il confine con la limitrofa città di Domodossola.

L'offerta di lavoro sempre proveniente dalla vicina Confederazione Elvetica, dal Canton Vallese in particolare , cresce ulteriormente , fonte di un reddito solido e , per diversi anni stabile, sino al suo ridimensionamento ad iniziare dalla metà degli anni novanta.

In questo quadro positivo , durante gli anni settanta , iniziano a delinearsi i fattori della crisi dell'economia Ossolana in generale. I grossi centri dell'offerta di lavoro, industria siderurgica e chimica in primis, trascinate dalle ristrutturazioni di portata nazionale, cessano di essere il volano di quella offerta di lavoro ed anticipano il divenire di una crisi più ampia che non risparmia nessuno dei settori a più intensa componente occupazionale. Il ricorso , anche rilevante, agli ammortizzatori sociali diventa un elemento sempre più presente ed i prepensionamenti, uno sbocco finale di un percorso di lavoro che non trova più continuità nei settori produttivi insediati sul territorio.

L'assenza dell'indotto nei settori industriali già presenti, lascia, con la chiusura della grande industria, privo il territorio di energie potenzialmente imprenditoriali.

IL PRESENTE

Grande industria/ trasporti ferroviari/ energia idroelettrica, quest'ultima con l'automazione e la modifica dei processi di gestione, sin anche, alla fine degli anni 90, la stessa industria edilizia , ridimensionano in maniera drastica e radicale la loro offerta di lavoro. Regge e ancora cresce in quei decenni ultimi di crisi, l'industria estrattiva con presenze, anche locali, significative ed affermate sul mercato, mentre si delinea , però, all'orizzonte la concorrenza asiatica. Anche le attese legate al grande insediamento logistico ferroviario della media valle dell'Ossola, vengono meno.

Le modifiche dell'assetto nella distribuzione commerciale hanno effetto sul commercio del territorio e locale , seppur mai in questo ultimo caso abbia costituito una componente rilevante per effetto della contiguità della città di Domodossola , polo attrattivo principale. La grande distribuzione, a livello locale, si insedia nelle aree in dimissione dei cantieri dell'industria delle costruzioni e modifica l'impianto urbano .

Il territorio agricolo Comunale , ancora ricco di importanti superfici foraggiere, vede la concentrazione delle attività in pochissime aziende , di dimensioni relativamente importanti , ove si svolge l'allevamento bovino , ma via via cessano, per pensionamento, le piccole aziende proprie della conduzione diretta .

Il turismo , ancorchè potenzialmente di nicchia, non trova ancora una offerta di servizi adeguata e rispondente alla possibile domanda.

Si mantiene una presenza diffusa delle aziende artigiane dei servizi, delle manutenzioni e delle costruzioni edilizie, sostenute, in ambito comunale, da una domanda, anche nuova , che trova il suo motore nelle previsioni del recente strumento urbanistico.

IL FUTURO

Il futuro disegna una realtà economica, ancora molto incerta nei suoi profili , ma dove la perdita di occupazione nel settore industriale manterrà il suo , ormai consolidato dato strutturale e ciò accanto ad una prevedibile riduzione demografica, anche rilevante. La ricerca di un nuovo assetto produttivo, moderno ed avanzato, diventerà, quindi, strategico per mantenere i livelli di reddito e quelli demografici, mentre potenziali prospettive si rivolgeranno verso la logistica, legata ai possibili ,ma non ancora definiti, potenziamenti dell'asse ferroviario del Sempione, insieme all'utilizzo pieno delle infrastrutture ferroviarie esistenti e ad oggi ampiamente sotto utilizzate. L'industria estrattiva dovrà confrontarsi sempre più con il mercato asiatico e vincere una sfida alla propria capacità imprenditoriale e sinergica per conservare le quote di mercato entro una concorrenza diventata asimmetrica. Il turismo, l'agricoltura, l'allevamento, dovranno , in ambiti, per lo più di nicchia, poter accrescere la loro potenzialità economica, se sostenuti da un imprenditoria giovane e moderna. Il mercato del lavoro interfrontaliero, pur insidiato dalla concorrenza extraeuropea, potrà essere ancora valvola importante al sostegno del reddito locale , se sorretto da una domanda qualitativamente adeguata.




 
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